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La storia del castello verde ricoperto di edera

C’era una volta un cavaliere di nome Poulie che passava tutto il giorno a combattere e a uccidere i mostri. Non aveva tempo per fare altro e la sua vita trascorreva così, non desiderava altro. Le sue mani erano sporche di sangue per gli innumerevoli combattimenti, eppure in cuor suo sentiva che gli mancava qualcosa. Non era in grado di definire esattamente cosa, così pensava di riempire questo vuoto dedicandosi esclusivamente al suo lavoro.  Ammazzare i  mostri e draghi era la sua unica ragione di vita. Svolgeva alacremente tutti i lavori che i signori dei vari regni gli commissionavano di volta in volta. Poulie era un cavaliere mercenario.

Un giorno però gli venne assegnata una missione diversa dalle altre. Doveva salvare una principessa di nome Verica. Era imprigionata nel castello verde. Il castello verde si chiamava così perché era tutto coperto di piante rampicanti e di edera.

Da molto tempo la principessa Verica aspettava un cavaliere o un principe che potesse salvarla da quella situazione. Ma purtroppo Verica non poteva uscire dalla torre di quel castello a causa di una stregoneria. Infatti, tempo fa Verica era fidanzata con il suo bel principe e vivevano felici e contenti. Una bella strega, però, era gelosa e invidiava quell’amore così bello e profondo. Desiderava anche lei un amore tutto per sé, un ragazzo d’amare, ma non aveva affatto un carattere facile.

La strega Zarina era invidiosa, lunatica, indomabile e per niente cortese nei modi. Era la classica ribelle. Fin da piccola era scappata di casa perché non sopportava l’autorità del padre, il potente stregone dell’ovest. Così, quando scappò di casa, trovò il modo di sopravvivere vivendo di espedienti per poi farsi adottare da una saggia maga della foresta incantata, poco distante dal castello verde. Qui Zarina imparò la magia verde delle piante, ora era in grado di governare a suo piacimento le piante.

La giovane strega, una volta imparati i segreti della magia delle piante, appena raggiunta la maggiore età , decise che era il caso di accasarsi e di trovare un compagno per la vita, come tutte le ragazze della sua età. Purtroppo, anche se Zarina era di bell’aspetto, a causa del suo caratteraccio allontanava tutti i possibili pretendenti con i suoi modi di fare bruschi e rozzi. Zarina così divenne ben presto cupa e triste. La sua tristezza peggiorò non appena seppe della principessa Verica che si era fidanzata con un bel principe.

Nei primi tempi, Zarina frequentava il castello di Verica. Si era fatta ben volere all’inizio. Zarina, quando vuole, sa essere molto buona e generosa con gli altri. Purtroppo però, a causa della sua eccessiva sensibilità, appena sente che le stanno facendo un torto o che la prendono in giro, perde le staffe. Letteralmente viene fuori il suo caratteraccio, più indomabile di un drago arrabbiato.

Così venne cacciata e la sua rabbia crebbe non appena sentì delle imminenti nozze della principessa Verica con il suo principe. Così decise di fare un sortilegio. Trasformò il principe di Verica in una grande edera che ben presto ricoprì interamente tutto il castello. Così nacque la fama dell’inaccessibile castello verde. Il castello divenne inaccessibile perché non c’era modo di entrarci. Solo la servitù del castello poteva entrarci. Solo ed esclusivamente le persone anziane potevano entrarci.

Verica era inconsolabile. Era imprigionata dentro il suo castello da una pianta come l’edera che, in realtà, era il suo amato. Quell’edera così resistente e tenace, era simbolo perpetuo dell’amore del principe per Verica. Saputo dell’accaduto, tutti i sudditi del reame decisero di fare qualcosa per la principessa.  Nessuno del villaggio sapeva spiegarsi come potesse essere accaduto una simile stregoneria. La strega Zarina, nel frattempo, aveva fatto perdere le sue tracce. Meglio ancora, si era camuffata sotto le sembianze di una semplice ragazza del villaggio.

Gli abitanti del villaggio, nel frattempo, si risolsero di aiutare Verica nei più svariati modi. Alcuni volevano semplicemente liberarla dalla prigionia dell’edera, altri volevano tentare di conquistare la principessa. Molti cercarono di arrampicarsi lungo l’edera della torre, per arrivare alla stanza dove alloggiava Verica, ma ogni tentativo falliva. Tutti i possibili pretendenti si trasformavano in fiori di tutti i colori. Ben presto, tutte le quattro pareti della torre, luogo dove alloggiava la principessa, si ricoprì di fiori colorati.

Così, gli abitanti del reame decisero di assoldare il cavaliere Paulie. Era famoso per il suo coraggio e per il suo senso del dovere. Lui sarebbe stato in grado di liberare Verica.  Gli abitanti del villaggio accolsero con una gran festa il cavaliere, e subito gli mostrarono un ritratto della bella principessa Verica. Non appena Paulie la vide nuovi sentimenti si mossero in lui. Non sapeva assolutamente capire cosa si agitasse nello stomaco. Non era la solita fame che aveva dopo un duro combattimento, non era nemmeno una ferita inflittagli da un nemico, anche se l’effetto era molto simile. Sentiva delle fitte al cuore. Paulie era decisamente estraneo alle emozioni e ai sentimenti, non sapeva cosa fossero e non era in grado di comprenderli.

Paulie decise che avrebbe liberato la principessa per chiederle il motivo di tutta questa agitazione e frenesia che aveva. Era sicuro che la principessa Verica avrebbe risposto a tutte le sue domande. Così, non appena si apprestò ad arrampicarsi sulla torre di Verica, ad un certo punto si sentì mancare di forze. Stava perdendo contatto con il suo corpo. Perse conoscenza. Si risvegliò dopo un periodo lungo di tempo. Ora si trovava ai piedi della torre, senza più energie. Era diventato un anziano, un vecchio. Ad attenderlo c’era proprio Zarina, che era ancora camuffata da semplice ragazza del villaggio. Gli andò incontro e gli disse:

“Ciao, anche tu hai tentato di scalare la torre come hanno fatto gli altri?”

Paulie le rispose: “Tu chi sei? Cosa mi è successo?”

“Non te l’hanno detto gli abitanti del villaggio? Il castello è stregato, nessuno può riuscire a liberare la principessa imprigionata in questo castello. Io sono una cameriera del castello, assisto da vicino la principessa, ma non mi è permesso di farla uscire, qualcosa lo impedisce. Nel castello ormai possono entrarci solo le persone anziane.”

Paulie disse: “La storia non mi interessa affatto, ho solo un compito, liberare la principessa.”

“A quanto vedo hai un brutto carattere vero? Ma ti dico una cosa:dovrai imparare ad essere gentile e servizievole con la principessa se vuoi sperare di liberarla.Non potrai dire chi sei, dovrai essere uno dei suoi tanti servi anziani.”

“Io le voglio solo chiedere perché lei ha trafitto il mio cuore. Sono stato ferito da tanti mostri e avversari ma mai nessuno, come lei, mi ha fatto così male.”

Zarina rispose:” Ogni cosa a suo tempo, ti farò entrare nel castello se questo è il tuo obiettivo, ma dovrai cambiare atteggiamento. Tanto per cominciare la principessa non sopporta gli arroganti, soprattutto io non li tollero.”

“Non ho bisogno di dare nessuna spiegazione ad una sguattera come te.Fammi entrare nel castello e non farmi perdere altro tempo, che ne ho pochissimo.”

A sentire questo Zarina si arrabbiò moltissimo e gli disse:

“Ah si? Quand’è così starai tutta la notte fuori dal castello, al freddo. Ormai siamo in inverno e qui attorno ci sono tanti animali feroci. Vedremo se nel tuo stato riuscirai a resistere a lungo.”

“Tu non sai con chi stai parlando. Anche se adesso sono un vecchio decrepito so tenere testa a qualsiasi avversario.”

“Staremo a vedere.” Zarina se ne andò via ridendo.

Non passò solo una notte. Passarono sette notti prima che l’orgoglio di Paulie venisse meno. Quelle notti furono più lunghe del previsto e furono piene di pericoli.

Finalmente Paulie  accettò di fare da cameriere anziano per la principessa Verica. Per tutto il tempo lavorò fianco a fianco con Zarina. Anche lei, sotto mentite spoglie, faceva la cameriera del castello. Era la cameriera personale della principessa. Col tempo,  Paulie e Zarina impararono a conoscersi e ad apprezzarsi. Zarina divenne più dolce di carattere e più comprensiva, Paulie divenne un vero gentiluomo. Anche se più volte aveva visto la principessa da vicino e ci aveva anche parlato, non aveva più la smania di conquistarla come prima. Le bastava starle vicino, a suo modo. Gli bastava vederla sorridente per essere anche lui felice. Nel frattempo, di giorno in giorno, cresceva l’affetto reciproco che Paulie e Zarina provavano l’uno per l’altra.

Entrambi si erano addolciti, purtroppo sussisteva la differenza di età. Paulie era ancora un vecchio e poteva essere il nonno di Zarina.

Ma Paulie aveva imparato da Zarina che cos’è l’amore, la sensibilità, la gentilezza, l’umanità. Paulie non pensava più ai giorni passati a combattere, gli sembravano ormai lontani. Gli sembrava di avere coperto quel vuoto insopprimibile che lo costringeva a combattere, senza sosta, gli avversari.

Così, dopo tante titubanze, Paulie decise di rivelare a Zarina il suo amore per lei. Lo avrebbe fatto nel migliore dei modi. Avrebbe organizzato una serata di ballo, in cui anche la principessa sarebbe stata invitata. Non appena l’anziano Paulie fece questa proposta a Zarina, la ragazza ne fu entusiasta. Non credeva di vivere, dopo tanto tempo, una bella serata, in compagnia di una persona che ormai aveva imparato ad amare. Sentiva di non meritare  quanto di buono stava accadendo per lei.

Era da tanto tempo che cercava una persona che la potesse amare. Zarina decise che la serata del ballo fosse il momento giusto per sciogliere l’incantesimo, per rivelare a tutti la sua vera identità di strega. Lei era cambiata e sentiva che in qualche modo potava essere finalmente accettata dagli altri.

Così, nel giorno del gran ballo, Zarina sciolse l’incantesimo. La principessa Verica era al settimo cielo, dopo tanto tempo incontrò di nuovo il suo amato principe. Non appena Paulie vide la principessa con il suo amato, divenne molto triste e pensò ai momenti passati insieme con la principessa e al motivo per cui era venuto fin qui. Lui era ancora un anziano ma non poteva competere con il giovane principe. Provava affetto per Verica, anche se si trattava di un affetto diverso dall’amore tra due fidanzati. Così non si addolorò ulteriormente. Aveva ancora Zarina come sua migliore amica. Paulie non sapeva ancora definire il confine tra l’amicizia e l’amore, forse provava più amore per Zarina, ma come avrebbe fatto nelle sue attuali condizioni? Era solo un vecchio, ormai. All’improvviso, mentre Paulie stava servendo gli invitati al gran ballo, vide scendere dalla scalinata della sala proprio Zarina, la strega. Non era più la giovane cameriera che Paulie aveva conosciuto. Era vestita da strega, era piena di braccialetti, di collane, di abiti variopinti, i capelli lunghissimi fino al sedere raccolti in una treccia. Era piena di tatuaggi floreali e aveva i capelli rossi. Era completamente diversa dalla giovane del villaggio, aveva un’aria più sbarazzina e vivace.

Con grande sorpresa dei presenti, tutti videro la strega Zarina , era proprio lei. Alcuni la guardarono con sospetto, alcuni la prendevano in giro, altri la accusarono di aver trasformato il principe nell’edera che per tutto questo tempo aveva ricoperto  il castello. Tutti i presenti la volevano cacciare via. Zarina stava rivivendo, ancora una volta, il rifiuto.

Stava per essere rifiutata di nuovo dagli altri. Ma invece di arrabbiarsi e di inveire contro i presenti, scoppiò a piangere. Intervenne quindi la principessa Verica, che disse ai presenti:

“Per favore, non reagite così. Io ho sempre saputo che cosa aveva fatto Zarina, e sapevo anche che la cameriera, che in tutto questo tempo mi ha assistito, era sempre lei. Io ho pregato e ho sperato che il suo cuore potesse cambiare, potesse diventare più gentile e che anche lei potesse trovare l’amore. Lei finalmente lo ha trovato, non dovete giudicarla male, desiderava solo essere amata e accettata. In tutto questo tempo ci siamo aiutate a vicenda, come due sorelle. Anche io ho imparato molto da Zarina.”

A sentire queste parole, Zarina abbracciò la principessa e le disse:

“Perdonami, principessa Verica. In realtà io non ero solo gelosa del tuo bel principe ma speravo che si sarebbero fatti avanti tanti pretendenti per te, in questo modo avrei trovato anche io un bel cavaliere da amare.”

Verica disse: “L’hai trovato?”

“Si.”

Zarina indicò l’anziano Paulie, che ancora incredulo non sapeva che dire. Zarina corse subito da lui, l’abbracciò e lo baciò. Con quel bacio Paulie riacquistò il suo giovane aspetto di cavaliere, nel pieno delle sue forze. I due non dissero niente. Si baciarono a lungo, e poi ballarono insieme con gli altri.

Fu una grande serata per il regno della principessa Verica.

Favola scritta da Giancarlo Maresca 

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