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La formula dell’indeterminazione del futuro nel tempo assoluto spiegata attraverso il concetto di felicità

Sono partito dal mio articolo intitolato: “Teoria dell’invarianza cinetica delle particelle temporali che costituisce il tempo”, per scrivere il seguente articolo.

Se consideriamo che il tempo è costituito da due particelle che essenzialmente viaggiano l’una in una direzione opposta all’altra, ma che eppure sono legate da un energia di tensione che ci fa vedere,apparentemente, che il tempo scorre in unica direzione, proprio per effetto della tensione continua tra queste due particelle, allora possiamo ricavare che:

- il tempo che dedichiamo al piacere individualistico procede in una direzione

- il tempo che dedichiamo al piacere della socialità procede nella direzione opposta

In termini estetici, come succede col tempo, crediamo che questi due tempi sono inconciliabili tra loro, se è presente il tempo del piacere individualistico, per principio di contraddizione, non può essere possibile dedicare del tempo al piacere della socialità con gli altri. Eppure lo facciamo continuamente. Le persone hanno continuamente bisogno del tempo da dedicare a se stessi, e del tempo da dedicare agli altri, nello stare insieme agli altri.

Quindi, per equivalenza, possiamo senz’altro ammettere che il tempo è generato da due particelle che viaggiano l’una in una direzione opposta all’altra. In termini estetici non ci accorgiamo della natura duale del tempo. Pensiamo che il tempo procede solo invariabilmente in un unica direzione. Esteticamente vediamo che il tempo scorre nella stessa direzione, quindi si pensa che , per coerenza e logicità, che noi possiamo essere felici solo quando scegliamo di dedicare del tempo al piacere individualistico oppure quando dedichiamo solo del tempo al piacere della socialità.

In realtà io credo che la felicità possa essere assimilata al concetto di tempo che ho illustrato nel mio articolo di questo blog: Teoria dell’invarianza cinetica delle particelle temporali che costituisce il tempo.

Se assimiliamo il concetto di felicità al concetto di tempo, allora possiamo ampiamente dimostrare che sia il tempo dedicato al piacere individualistico che al piacere della socialità sono entrambi necessari per la nostra felicità. E quindi si può ampiamente dimostrare che il tempo è dualistico. Il tempo sarebbe dualistico in quanto è derivato dall’interazione continua e dalla tensione tra le due particelle temporali che procedono in una direzione opposta.

Da qui si può ricavare l’aforisma: Piacere individuale e piacere della socialità viaggiano in direzione opposte. In termini estetici non le vediamo coesistere però la felicità scorre come il tempo.

Da qui si può ricavare una formula : Felicità uguale Tempo:  Felicità è uguale alla divisione tra il tempo della socialità e il tempo individuale.  Al numeratore va il tempo che dedichiamo alla socialità, alla socializzazione, al denominatore il tempo che dedichiamo a noi stessi, al tempo individualistico. E’ chiaro che, come ho descritto nel mio articolo ” Teoria dell’invarianza cinetica delle particelle temporali che costituisce il tempo”, queste due grandezze stanno in un rapporto inversamente proporzionale tra loro. E’ chiaro che se mettiamo al denominatore un tempo individuale di molto inferiore al tempo della socialità, abbiamo una felicità maggiore. Ma è anche interessante sottolineare che se mettiamo lo zero come denominatore  e un qualsiasi numero al tempo della socialità, otteniamo come risultato l’infinito.Questo infinito sembra essere proprio la natura stessa del tempo e la percezione e il desiderio che noi abbiamo della felicità. La percepiamo come un qualcosa di durevole e tendente all’infinito. Per questo crediamo che la felicità sia irraggiungibile e desideriamo passare più tempo possibile per gli altri.E’ questo ciò le persone desiderano per la felicità E’ il desiderio di stare più tempo possibile con gli altri che ci fa percepire sul momento questo tipo di felicità assoluta. Questa felicità assoluta la desidera chi non dedica nemmeno una piccola parte di tempo per se stesso. Se invece, realisticamente parlando, dedichiamo una piccola percentuale di tempo per noi stessi, ecco che otteniamo un numero concreto per la nostra felicità, per il tempo della nostra felicità. Abbiamo così una felicità concreta, tangibile, perchè otteniamo un numero concreto. Da qui ne deriva l’assunto che abbiamo sempre bisogno del tempo individualistico per ottenere una felicità concreta.

La felicità assoluta, a cui ho accennato prima, altro non sarebbe che uno stato ipotetico, vagheggiato, desiderato dalla maggior parte delle persone. Come si è detto sopra, la felicità assoluta è il risultato di una frazione. Al numeratore ci sarebbe  una qualsiasi quantità di tempo che dedichiamo alla socialità, agli altri, al denominatore lo zero, il tempo individualistico, il tempo che dedichiamo a noi stessi. Il risultato che si ottiene da questa frazione è esprimibile ipoteticamente con l’infinito. Ora, si capirà bene che è impossibile che la persona rinunci completamente all’individualismo, al proprio aspetto egoico. Rinunciare al proprio aspetto egoico, secondo il Buddismo, equivale a raggiungere una beatitudine perpetua, una beatitudine che sarebbe del Buddha. Ma proprio questo tipo di beatitudine si spiegherebbe quando l’individuo raggiunge, in massimo grado, la sua unione con gli altri, legandosi completamente a quella che Jung aveva chiamato “coscienza collettiva”. E se fosse proprio questa coscienza collettiva a dare origine al Tempo come lo vediamo e intendiamo noi? In questo caso otteniamo un infinito, una coscienza collettiva superiore, un eterno presente. E’ in questa definizione che sta la formula per determinare la vera Natura di Dio? Mi rendo conto che, da parte mia, sarebbe arrogante determinare con un ragionamento che mescola la filosofia con la matematica, la natura di Dio. Dio è inconoscibile per definizione.

Mi piace pensare che il numero tendente all’infinito(che equivale al campo di tensione dei miei precedenti articoli, che spiega il futuro)  ricavato dalla formula della felicità assoluta possa spiegare in modo approssimativo, la natura del Tempo e dell’Universo.

Il numero tendente all’infinito che si trova da questa frazione del tempo assoluto (o della felicità assoluta) spiegherebbe la natura stessa del futuro, come energia di tensione appunto.

E’ un futuro che tende verso l’infinito, quello che rivelerebbe la formula del tempo assoluto. Ma proprio perchè tende verso l’infinito e non si può definire lo stesso infinito, si tratta (in termini matematici) di una operazione non definibile completamente. Per questo, proprio perchè si tratta di una operazione non definita che possiamo parlare della relatività del tempo, come ha affermato Einstein.  

In questo caso, l’ipotetica e non determinata Felicità assoluta equivale al concetto di tempo assoluto,che non è possibile determinare se non con il risultato dell’infinito. Si tratterebbe, sempre per via ipotetica, di un presente perpetuo e dilatato nel tempo, che presenta una costante. Questa costante che determina il tempo assoluto è data dal rapporto dell’invarianza che esiste nel rapporto inversamente proporzionale che esiste tra il tempo sociale (il tempo che dedichiamo agli altri) e il tempo individualistico (il tempo che dedichiamo a noi stessi, che è esprimile con una costante uguale a zero). 

Ed è questa la natura del tempo, il tempo è necessariamente dualistico. In base a questo ragionamento è dimostrato, in via teorica, che il tempo ha una natura dualistica, frutto dell’interazione di due particelle inversamente proporzionali tra loro. Come ho scritto nella mia ” Teoria dell’invarianza cinetica delle particelle temporali che costituisce il tempo.”

Sia il numeratore che il denominatore devono fare in modo di dare come risultato un numero positivo che è la misura della nostra felicità. Solo se otteniamo un numero positivo possiamo dire che riusciamo a dedicare una certa cifra, una certa quantità di tempo alla nostra felicità. Solo così noi siamo inseriti coerentemente nel tempo dell’esistenza, possiamo dare un senso alla nostra esistenza.

qui di seguito c’è la formula dell’indeterminazione del futuro nel tempo assoluto. Il futuro sarebbe determinabile solo in un rapporto inversamente proporzionale con il passato. Il futuro è energia di tensione esprimibile con l’incognita x, la forza di gravità è esprimibile con l’incognita y.  Un tempo determinato è esprimibile con l’energia di tensione al numeratore e l’energia gravitazionale al denominatore.il presente,della formula del tempo assoluto,si esprime con lo 0 al denominatore. Ogni istante infatti che viviamo si trasformerebbe in un passato quantificabile e determinato,per effetto della energia di tensione del futuro,che trasforma il presente in passato. Per questo che non si può determinare il futuro mettendolo in rapporto col presente, ma solo attraverso un passato quantificabile.se mettiamo al denominatore un presente che è già passato,esprimibile con un numero 0,000001 (con un numero di 0 decimali molto grandi) ecco che otteniamo un presente appena passato. Si tratta di mettere al denominatore un “presente” che non potrà mai essere zero, perchè per definizione il presente sarebbe solo una convenzione. Ogni Istante che viviamo sarebbe un passato infinitamente piccolo, tendente allo zero ed è questo che determina la natura tensionale del tempo futuro, messo al numeratore.  Mettiamo il caso che al numeratore mettiamo invece 2 ore.prendiamo come esempio un treno che arriva a una determinata destinazione tra due ore. Facciamo 2 fratto 0,0000000000001 e otteniamo così non il tempo effettivo che ci mette il treno a raggiungere la destinazione ma la percezione personale che abbiamo noi del futuro,la nostra percezione del tempo( soggettiva) che impiega il treno ad arrivare a destinazione.  Questo tipo di futuro che otteniamo lo chiamo tempo di futuro tensionale. Lo chiamo tempo di futuro tensionale perché per sua natura il futuro tende all infinito nella nostra percezione,se lo rapportiamo col presente. Se mettiamo il futuro fratto un passato infinitamente piccolo,otteniamo l’energia di tensione del futuro che caratterizza il futuro stesso.  Quindi si può ricavare la seguente formula: energia di tensione del futuro è uguale al futuro (un treno che arriva fra due ore, numero che mettiamo al numeratore).  Al denominatore mettiamo 0.000001, un numero quasi infinito di zeri che rappresenta il presente che è appena diventato passato. Il risultato di questa frazione dà l’energia di tensione del futuro del treno del nostro esempio.

indeterminazione-del-tempo-assoluto

 

articolo scritto da Giancarlo Maresca

 

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