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Teoria delle persone “arcobaleno emotivi” rispetto ai daltonici emotivi

Ecco il mio aforisma:

“Non si può cambiare ciò che si è, si può solo cambiare il modo in cui si affrontano le cose e il modo in cui si conoscono le persone. Solo da qui può partire il cambiamento.”

 

Per quanto mi riguarda, esiste un nucleo forte della personalità e del carattere di una persona che non può cambiare. Questa io la chiamo natura implicita perchè sottende a tutto ciò che facciamo. E’ come una nota di fondo, un colore di base che ci serviamo per esprimere noi stessi. Naturalmente poi, prendo in prestito l’immagine dell’arcobaleno. Quando guardo un arcobaleno penso alla persona e a come si può esprimere. La persona, nella sua evoluzione, in termini di percorso personale, dovrebbe arrivare ad esprimersi, nell’approccio con gli altri e con le cose, attraverso vari colori. I diversi livelli di espressione dei colori di un arcobaleno, sta a significare che ogni persona ha un modo diverso di esprimersi e quindi ad ognuno è data la possibilità di cambiare. Benchè l’arcobaleno, nella sua manifestazione, rimanga  un’ immagine fissa, in realtà per me rappresenta una realtà molto dinamica. Intanto perchè l’arcobaleno non dura nel tempo, e questo mi fa capire come anche le persone, raramente, si comportano come degli arcobaleno. Quante volte, infatti, riesco ad avere un approccio in armonia con le cose e con gli altri? Essere in armonia con gli altri e con le cose, significa avere in sè la capacità di cogliere le diverse sfumature di colore delle cose e degli altri. Ma è un qualcosa che riesce solo per poco, questa consapevolezza avviene in un barlume di tempo. Per quanto mi riguarda, alle persone (e mi ci metto anche io), viene più facile ragionare per categorie di pensiero, come se un idea fosse slegata da un altra. Questo modo di vedere comporta inevitabilmente nel vedere le cose rigidamente. Consideriamo più semplice definire e fare rientrare tutto in una categoria. Se una cosa non viene definita, non viene “categorizzata”, siamo presi dall’incertezza, dalla paura. E’ come se in quel momento vedessimo le cose solo attraverso il tono di un solo colore. Il colore è solo la manifestazione esterna e tangibile di come noi classifichiamo e categorizziamo le cose. Di conseguenza noi, in quanto persone,avremo manifestazioni “oggettive” e tendenzialmente simili a quel determinato tipo di colore che abbiamo colto. Ad una percezione limitata di un solo colore, di una determinata esperienza che abbiamo avuto, avremo una risposta “esteriore”, in cui non c’è stata nessuna rielaborazione interna. Il colore che abbiamo colto da una determinata esperienza (come può essere il verde) sarà condizionato dal rosso, pur tuttavia non si saranno creati collegamenti con gli altri colori.

A livello scientifico una cosa è certa: la percezione di un colore dipende dalla nostra elaborazione della luce che giunge agli occhi. Soggetti daltonici vedono tinte diverse rispetto al resto della popolazione. In egual modo, è come se la maggior parte delle persone fossero “daltonici emotivi”.  Di certo occorre considerare che non solo gli stimoli fisici esterni , ossia la luce,a farci vedere determinati colori, bensì un’interazione molto complessa che coinvolge anche i fotorecettori della retina e il nostro sistema neurocerebrale.

Consideriamo invece le esperienze alla luce dei vari colori di un arcobaleno. In un arcobaleno, intanto, è presente il ponte esterno. Questo ponte “esterno”  rappresenta tutti i colori riuniti, poi ci sono i vari ponti “Interni”che collegano i colori tra loro. Non a caso i colori che definiamo “primari” sono intervallati da altri colori. Emerge chiaramente, in un arcobaleno, il senso di dialogo che deve esserci, necessariamente, in noi stessi. Questo avviene a livello interiore, in cui emerge chiaramente il colore rosso come colore basico che fa partire tutto il processo di cambiamento. Il colore rosso è fisso e non può cambiare se non attraverso il collegamento con gli altri colori. Comportarsi come degli arcobaleno vuole dire sapere afferrare, anche solo per poco tempo, un modo più completo di affrontare le cose e un modo più corretto di conoscere le persone.  L’arcobaleno è un arco, un ponte che unisce. Il rosso per me è il colore base, il colore del temperamento che dà il via ad un processo vitale di cambiamento, poi gli altri colori arrivano da sè e si sovrappongono al rosso. Ma che cosa sono gli altri colori se non il modo diverso in cui una persona affronta le cose della vita e il modo in cui si conoscono le persone? Sì perchè, se considero il rosso come un colore personale, di base, gli altri colori completano un ciclo. Non posso cambiare il rosso che c’è in me. Il rosso come parte riferibile  alla mia parte istintuale, irrazionale, posso solo completarla, sovrapporla agli altri colori, ai diversi modi di vedere le cose e le persone.

I tanti modi di vedere le cose e di conoscere le persone, mi dà il senso della possibilità di creare un ponte con gli altri, un arco. Tutti e sette i colori dell’arcobaleno sono collegati tra loro e si completano a vicenda. E’ il motivo per cui gli altri colori li considero espliciti del mio carattere. Questi colori sono l’arancione , il giallo, il verde , azzurro, indaco violetto. ( scritto da Giancarlo Maresca)

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